Alcuni ricercatori della National University e dell’Institute of Microelectronics di Singapore hanno creato, tra i primi al mondo, una memoria DRAM fatta di uno speciale tipo di plastica, un polimero che giàin precedenza era stato utilizzato per costruire memorie di tipo flash e WORM (Write Once, Read Many). A differenza delle memorie basate su chip, che immagazzinano le informazioni sotto forma di cariche elettriche, nelle memorie “di plastica” i segnali “0″ e “1″vengono memorizzati come differenti livelli di conduttività. I ricercatori hanno messo a punto un polimero che cambia il proprio stato di conduttivitàa seconda della tensione elettrica ad esso applicata: attraverso un complesso sistema di isolanti ed elettrodi, queste memorie possono leggere e scrivere i dati in modo particolarmente efficiente. Questo passo avanti nel futuro comporteràminor consumo di energia , soprattutto, una maggiore densitàdi memorizzazione. Conseguentemente questo consentiràdi produrre memorie più capienti a costi più ridotti di quelli necessari per evolvere le attuali tecnologie basate su silicio. I polimeri non è l’unica tecnologia candidata a rimpiazzare il silicio, ricordo ad esempio i nanotubi in carbonio: questi sono stati utilizzati da una societàinglese, Nantero, per costruire chip di memoria non volatile basati sulla propria tecnologia NRAM. L’azienda ha annunciato proprio in questi giorni l’intenzione di commercializzare i primi moduli di memoria basati su nanotubi in carbonio giàa partire dal prossimo anno. I futuro delle memorie si prospetta al quanto roseo e credo che nel giro di pochi i pc con minimo 10 Gb di memoria saranno la normalitàpiuttosto che pura fantasia.
Via Chicche di Cala












































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